5 Maggio 2008
La provincia non si tocca


E' bene chiarirlo subito!L'attività di questo Comitato trova la sua ragione
di essere nell'Amore per la  città di Prato non tanto  per l'Ente
Provincia, anche se  il mezzo più efficace ed esplicito per dimostrare
questo amore alla città ed al suo territorio è stato, a suo tempo,
individuato nella battaglia per l'ottenimento  dello status di provincia che
assicurava ed assicura :autonomia amministrativa , uffici decentrati a
servizio dei residenti,visibilità, finanziamenti da gestire in proprio a
beneficio di tutti comunidel territorio provinciale,valorizzazione delle
specifiche identità,maggiore efficienza.
Tutto quanto premesso ribadiamo:
NO alla eliminazione della Provincia di
Prato a meno che non vengano eliminate tutte le Province.
NO alla inclusione del territorio della Provincia di Prato nella città
metropolitana .
Si alla collaborazione fra Enti autonomi e sovrani per la
gestione del Territorio Interprovinciale FI PO PT.
Prato vuole collaborare non "sparire" od essere incorporata!

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      Comitato Provinciale Area Pratese






10 Maggio 2008
No alla cancellazione della Comunita' Montana ValBisenzio


Questo Comitato è contrario  alla cancellazione della Comunità   Montana ValBisenzio per l'importanza che essa riveste per i residenti e per il territorio onusto di storia. 
La comunità   Val Bisenzio non ha costi spropositati come riportato dai giornali recentemente, non ha sedi  di rappresentanza inutili e costose, è un territorio davvero montano con montagne che superano i 1000metri ( Monte Bucciana 1223, Monte Scoperta 1278). La Comunità è il primo Ente di raccordo delle istanze dei  Comuni montani ben integrata nella sua opera dall'attenzione sempre prestata dalla nostra Provincia che favorisce ed aiuta le varie iniziative. La Comunita della Valbisenzio catalizza idee, energie da e per il territorio di competenza: presenzia il territorio, aiuta a promuovere le eccellenze locali( farina di castagne, mucca razza calvanina, acqua Lentula e altre). La presenza della Comunità serve anche ad ottenere finanziamenti europei per la montagna.


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Comitato Provinciale Area Pratese






17 Giugno 2008
Prato: La provincia virtuosa non deve essere eliminata


 Prato la Provincia più virtuosa del Centro Nord per quanto attiene alle spese per il personale.Solo il 18 % delle spese correnti viene assorbito da questa voce di bilancio.Così il "Sole 24 ore "del 28 Maggio 2008.Ci sembrano, quindi , del tutto prive di senso le ipotesi di eliminazione della Provincia di Prato per creare indefiniti "calderoni". L' ente Provincia è fondamentale per Prato  e deve rimanere visto  che finanziariamente ed economicamte ben funziona. La Provincia di Prato è stata voluta dal popolo pratese e ,come si usa dire, non è nata dall'alto ma dal basso. I pratesi si sono dovuti conquistare sempre tutto con il loro sacrificio ed  impegno.La Provincia ha portato autonomia, efficienza , visibilità e la possibiliotà di avere finanziamenti propri da gestire e destinare allo sviluppo del  territorio.
Tutto è perfettibile ma intanto facciamo valere i risultati che sono apprezzabili da tutti. Il Territorio pratese non può rinunciare all'Ente Provincia.



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Comitato Provinciale Area Pratese








20 Giugno 2008
L'orgoglio pratese e' l'amore per Prato

Se esiste,come esiste, l'orgoglio pratese che si respirava alla investitura
del Dott. Marini Presidente UIP, è necessario che   tale orgoglio venga allo
scoperto in questo frangente di
attacco alla nostra autonomia provinciale.L'orgoglio  che noi intendiamo e
che ,siamo certi, è condiviso da tutti i pratesi,si concretizza in
un sano attaccamento alla nostra terra ,  più semplicemente definibile
con la parola AMORE. E' necessario che i tanti pratesi che contano si
facciano parte attiva per scongiurare la perdita della Provincia. Questo
Ente,sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario, ha portato solo vantaggi
per la città e per gli altri comuni.SVANTAGGI? NESSUNO.
Si obbietterà che si poteva far meglio; certamente, tutto è perfettibile! Ma
attenzione a non buttar via il bambino con l'acqua sporca.

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Comitato Provinciale Area Pratese






5 Luglio 2008
Area metropolitana: un suicidio per Prato


" A chi dovrebbero essere trasferite le competenze delle Province di Pistoia
e Prato,al Comune di Firenze? In tal caso la cosa si commenta da sè non
fosse altro in termini di concreta rappresentatività di territori
coinvolti...." Così il Presidente della Provincia di Pistoia Dott. Giacomo
Venturi al sito UPINET delle Province Italiane in data 18 Giugno 2008 ,
a commento della ventilata ipotesi di abolizione delle Province
Metropolitane.Facciamo nostra tale risposta  e la giriamo  all'Assessore
Regionale Dott. Fragai che continua a riproporre la Città Metropolina che
includa gli interi territori delle tre Province  FI PO PT. Prato vuole
collaborare per lo sviluppo dell'Area
Centro Nord della Toscana    con Firenze e Pistoia,non essere incorporata e
letteralmente scomparire e non contare niente.
A parere di questo Comitato l'adesione di PRATO alla città metropolitana
significherebbe il suo "suicidio".
 

Comitato Provinciale Area Pratese






9 Luglio 2008
No alla citta Metropolitana

Puntuali come l'Estate ritornano le voci  che vogliono
includere Prato nella città metropolitana . Prato deve dire no alla città
metropolitana se non vuole firmare il suo "suicidio" e l'annullamento della
sua identità. Un "supersindaco" governerebbe non soloil territorio della  
Provincia di Prato,
che scomparirebbe, ma anche il Comune   di Prato che si trasformerebbe in
una semplice
municipalità. Ricordiamo che Prato è 18° città in Italia, seconda in
Toscana, terza in Italia centrale e comune di categoria A1, la massima.
Qualcuno ci faccia capire i vantaggi che avrebbe Prato !
Bene ha fatto il Presidente della Provincia  Logli ad intervenire subito ed  
a definire tale idea "una sciocchezza che non sta nè in cielo nè terra"  
Invitiamo il sindaco di Prato e degli altri comuni della Provincia  a fare
altrettanto.

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Comitato Provinciale Area Pratese







14 Luglio 2008

No alla citta' Metropolitana


Le recenti "uscite" fiorentine che vogliono incorporare Prato nella Città
Metropolitana sono perlomeno "sospette". Non capiamo il motivo per cui una
città, Firenze, che può ottenere il titolo di Metropoli facendo la sua città
metropolitana nell'ambito della sua Provincia , voglia includere anche
Prato. Prato deve   dire no alla città
metropolitana se non vuole firmare il suo "suicidio" e l'annullamento della
propria identità. Un "supersindaco" governerebbe non solo il territorio
della  
Provincia di Prato, che scomparirebbe, ma anche il Comune   di Prato che si
trasformerebbe in una semplice
municipalità. Ricordiamo che Prato è 18° città in Italia, seconda in
Toscana, terza in Italia centrale e comune di categoria A1, la massima.
Qualcuno ci faccia capire i vantaggi che avrebbero  Prato  ed il suo
territorio! Persa l' autonomia amministrativa chi ci assicura la permanenza
degli Uffici decentrati dello Stato? Vi meravigliereste di assistere alla
nascita di una Prefettura Metropolitana? Di una Questura Metropolitana?  di
Una Camera di Commercio metropolitana che   non avrebbe certamente come
prioritarie  le esigenze del Distretto Tessile pratese?
Bene ha fatto il Presidente della Provincia  Logli ad intervenire subito ed  
a definire tale idea "una sciocchezza che non sta nè in cielo nè terra"  
Invitiamo il sindaco di Prato e degli altri comuni della Provincia  a fare
altrettanto.

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Comitato Provinciale Area Pratese





14 Luglio 2008

Incontro con il  Prefetto di Prato


Lunedì 14 luglio alle ore 17.30 nei locali della Prefettura di Prato si è
svolto l'annuale incontro tra il Comitato Provinciale Area Pratese ed il
Prefetto di Prato S.E. dott.ssa Eleonora Maffei.
Durante tale incontro il Prefetto ha illustrato al Comitato Area Pratese la
situazione organica ed organizzativa degli uffici statali decentrati,
evidenziando le evoluzioni avvenute in questo ultimo anno.
Il Comitato Area Pratese ha, parallelamente, apprezzato il fortissimo
impegno della Prefettura per la promozione dell'immagine del territorio
pratese ed il fondamentale apporto dello stesso U.T.G. per l'avvicinamento
degli uffici statali al cittadino. In tal senso è stato espresso dal
Comitato il vivissimo compiacimento per quanto fatto dalla stessa Prefettura
per l'istituzione e l'avvio dei lavori della costruenda caserma dei Vigili
del Fuoco a Montemurlo (PO).

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                                                           Comitato Provinciale Area Pratese







19 Luglio 2008
Non confondere l'ente con il governo dell'ente stesso


Questo Comitato  si sente di affermare senza timore di smentite,che l'elevazione di Prato e del suo territorio a Provincia ha comportato di per sè solo vantaggi e nessun svantaggio. In questa ottica non condivide talune posizioni riportate dai mezzi di informazione   che , partendo dalla critica alla amministrazione dell'ente ,arrivano alla conclusione che  , siccome l'ente è , secondo loro, male amministrato , è bene abolirlo.
Ognuno può pensarla come meglio crede ma è innegabile che non
si possono confondere i due piani: l'esistenza dell'Ente ed il governo
dell'Ente. Non si può dire aboliamo la Provincia   di Prato perchè non è ben
amministrata;altrimenti sarebbe come dire : Lo Stato Italiano è mal
governato, aboliamo lo Stato. E' necessario distinguere nettamente i due
livelli di critica e non fare di tutto un erba un fascio. Legittimo è
criticare gli amministratori e battersi per cambiare ,con il voto dei cittadini,
l'amministrazione ,errato   invece è fare il seguente ragionamento: per me la Provincia
di Prato è male amministrata, imputando magari rsesponsabilità che niente hanno a che vedere con le competenze della   Provincia, e dunque aboliamola (l'ente Provincia).
Stiamo attenti a non far confusione a tutto danno della città ed a non  buttare via il bambino con l'acqua sporca. La difesa del bene della città, nel caso specifico il mantenimento dello status di Provincia, è dovere di tutti a prescindere dal colore politico.

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Comitato Provinciale Area Pratese






22 Luglio 2008
Effetti della Citta' Metropolitana


L'entrata di Prato nella CITTA' Metropolitana segnerebbe il suo "suicidio"
amministrativo,culturale , identitario ed anche economico poichè
una volta fatto breccia nell'autonomia pratese con la eliminazione
dello "scudo Provincia", anche tutti gli altri Uffici potrebbero
scomparire .Vi sembra tanto impossibile la creazione di una    Camera di
Commercio metropolitana che certamente non avrebbe come prioritari gli
interessi del distretto tessile? Di una Prefettura
metropolitana ? Di una Questura metropolitana? Di Una Catasto metropolitano?
e cosi via , e dove avrebbero sede questi Uffici ? Provate  ad immaginarvelo.
Gli utenti pratesi dovrebbero tornare  così a sobbarcarsi la trasferta che
costa tempo e denaro.

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Comitato Provinciale area pratese




23 Luglio 2008
No alla perdita della Provincia


L'assorbimento di Prato nella CITTA' Metropolitana segnerebbe, di fatto, il
suo "suicidio" amministrativo,culturale , identitario ed anche economico  
poichè una volta fatto breccia nell'autonomia pratese con la eliminazione
dello "scudo Provincia" anche tutti gli altri Uffici potrebbero
scomparire .Vi sembra tanto impossibile la creazione   di una Camera di
Commercio metropolitana ,   che certamente non avrebbe come prioritari gli
interessi del Distretto tessile,? Di un Prefettura metropolitana ?  Di una
Questura metropolitana? Di Una Catasto metropolitano?
I cittadini  pratesi dovrebbero tornare , così,a sobbarcarsi la trasferta
che costa tempo e denaro.Prato vuole collaborare  non scomparire.Teniamoci
cara la nostra Provincia!

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Comitato Provinciale Area Pratese







16 Agosto 2008
Provveditorato allo studio
No alla reggenza



No alla reggenza del Provveditorato agli Studi di Prato!La scuola di Prato ha
necessità di un proprio dirigente scolastico sempre presente sul teritorio!No
al governo della scuola della Provincia di Prato per conto terzi. E' veramente
incredibile che soltanto si pensi di penalizzare un territorio con un aumento
vertiginoso della popolazione sclastica  come la nostra provincia.
Prato è infatti una delle poche provincie, se non la unica, che vede
costantemente crescere i suoi studenti  e sembra davvero impensabile che si
possa privare tale realtà di un proprio Provveditore agli studi. Bene hanno
fatto a protestare subito i nostri amministatrori e noi invitiamo anche le
rappresentanze della scuola ,Presidi profesori non docenti e sudenti ad
unirsi alla protesta.Prima di prendere siffatte decisioni sarebbe opportuno
conoscere la realtà interessata .Prato non può continuare ad essere sempre e
comunque considerata la cenerentola.

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Comitato Provinciale Area Pratese









8 Settembre 2008
Alcuni effetti della Provincia


La Provincia di Prato è stata inserita dal Ministro Brunetta nella lista dei
100 Enti più virtuosi ed efficienti d'Italia, l'Agenzia di rating Standard
&Poor ha certificato la situazione economico -finanziaria della nostra
Provincia con l'attribuzione della qualifica  A+,la Provincia di Prato ha
resturato e "restituito" alla città Palazzo Vestri, ex sede Stella d'Italia,
dopo aver già riqualificato Palazzo Novellucci, Palazzo Banci Buonamici, con
annesso giardino pensile, ed in attesa della sistemzaione di Palazzo Gori.
Questi sono soltanto alcuni esempi dai quali appare, senza alcun dubbio,
l'utilità della Provincia per Prato e gli altri Comuni e l'efficienza della
amministrazione che non "pesa" sui cittadini e restituisce ad essi i  
tributi che percepisce , alla minima aliquota, sotto forma di servizi e cura
del territorio di tutti i comuni e della città di Prato. Difendiamo un Ente
che ben funziona e che si è dimostrato vicino alle esigenze della nostra
realtà.

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Comitato Provinciale Area Pratese








17 Ottobre 2008
Il ministro Maroni:" Le provincie non si toccano"



Nei giorni 13 14 15 Ottobre si è svolta a Torino la Assemblea Generale  
delle Province Italiane per dibattere su svariati problemi di attualità
inerenti l'Ente Provincia.A tale assise è intervenuto, tra gli altri, anche
il Ministro dell'Interno  On. Roberto Maroni che ha affermato: "le Province
non non si aboliscono e non si aboliranno ". L'intervento del Ministro
Maroni è stato così commentato dal Dott. Fabio Melilli Presidente dell'
UNione Province Italiane :"Il Ministro Maroni  ha con nettezza  ribadito
che il Paese sia organizzato in Comuni Province e Regioni, mettendo la
parola fine  al dibattito sulle Province, ribadendo come i livelli di
governo del nostro Paese debbano restare quelli previsti dalla Costituzione"
Anche il Sottosegretario   all'interno Michelino Davico è intervenuto
affermando  tra l'altro  che l'obiettivo è "un sistema dove i Comuni
facciano i Comuni, senza deleghe o confusione di ruoli , le Province
facciano le Province".Il Sottosegretario ha anche dichiarato cfhe le
amministrazioni Provinciali dovranno rappresentare "IDENTITA' DI TERRITORIO,
coordinamneto di servizi e prestazioni di servizi di area vasta", in tal
modo si dovranno far carico della gestione di alcuni settori chiave come
rifiuti,servizi idrici, trasporto locale ed energia.
Questo Comitato ritiene utile informare su queste risultanze, che sono
soltanto alcune, emerse all'Assemblea delle Province Italiane in un momento
in cui il dibattito su questo Ente è stato molto vivace, per ribadire
nuovamente la propria opinione,dato che a quanto inequivocabilmente appare,
sembra che l'Ente amministrativo Provincia continuerà ad esistere nella
nostra Costituzione come livello di governo da essa previsto.
Se Le Province sono inutili sono inutili in tutta Italia e quindi o si
aboliscono tutte o nessuna! Per concludere :
Finchè esisteranno le Province , Prato deve avere la sua senza e senza ma.

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Comitato Provinciale Area Pratese






14 Novembre 2008
Appello ai prossimi politici



Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, il nostro Comitato
vuol rivolgere ai futuri candidati una serie di considerazioni
sull’importanza dell’ente provincia per Prato e per gli altri comuni del suo
territorio. La città sta attraversando una profonda crisi socio-economica, e
mai come in questo periodo storico, occorre valorizzare e tenersi ben saldi
tutti gli strumenti a nostra disposizione per risolvere l’empasse. Ci preme
ricordare, che Prato in passato ha sofferto di numerosi problemi a causa
della non autonomia decisionale e amministrativa, tra questi rammentiamo lo
scarso peso della nostra città in tutti i livelli istituzionali, da quello
statale, regionale e in quello provinciale, dalla cecità delle istituzioni
che dovevano curare in ogni modo una delle città più produttive d’Italia e
non lo fecero. In virtù di queste problematiche, i pratesi vollero a tutti i
costi, uno strumento per gestire al meglio il proprio territorio e le
proprie risorse: l’ente provincia era l’unica soluzione possibile. Non ci
sembra azzardato considerare la nostra provincia come una delle poche, se
non l’unica in Italia, a essere voluta dalla gente, dai pratesi. La
provincia ha fatto si che Prato e i comuni del suo distretto, uscissero dal
cono d'ombra durato per oltre 650 anni. Perciò considereremmo una vera e
propria sciagura per il nostro territorio, confondersi in altri assetti
istituzionali che non riconoscano, rispettino, la nostra autonomia, cultura,
economia; ricordiamoci che Prato si è sviluppata nonostante un contesto che
soffocava la fortissima intraprendenza economica e culturale della città.
Una stretta collaborazione tra provincie confinanti va benissimo, ma
assecondare voglie, capricci, manie di grandezze altrui no, assolutamente
no.  I prossimi Amministratori della città e della Provincia, prendano
ufficialmente l'impegno, sin dalla campagna elettorale, a salvaguardare
l'autonomia Provinciale, che ha portato solo vantaggi per i cittadini e il
territorio. Ci permettiamo di indicare alcuni settori d’intervento da noi
ritenuti fondamentali per la crescita e ripresa di Prato (al di là del
tessile, settore economico trainante di tutto il distretto) ovvero cultura,
comprendente le discipline musicali, teatrali e tutte le forme spontanee
provenienti dai cittadini, ulteriore sviluppo e promozione turistica dei
nostri tesori artistici (in particolar modo la città Etrusca sul Bisenzio,
visto l’emergenza archeologica e la straordinaria importanza storica di
rilievo internazionale) sport; risulta ormai da decenni un eccezionale
strumento di promozione. In ultimo, ma non per importanza, noi pratesi
dobbiamo maggiormente capire che la provincia è nata per noi, lavora per noi
e vive per noi. Essa rappresenta un formidabile strumento di valorizzazione
del territorio che ci sembra non sia ancora stato completamento compreso .

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Comitato Provinciale Area Pratese

29 Novembre 2008
Ripristinare l'Ufficio della Soprintendenza

Dall’istituzione della provincia di Prato, le varie Soprintendenze hanno assunto la denominazione di Soprintendenza delle provincie di Firenze Prato e Pistoia”. Ne esistono di tre tipi, e sono: ai beni archeologici, architettonici e del patrimonio storico artistico ed etnoantropologico. Si occupano di tre diversi ambiti della tutela dei beni storici e sono direttamente dipendenti dal Ministero dei Beni e Attività Culturali (MIBAC). Tali istituzioni a Prato, non hanno neppure un proprio ufficio e sappiamo della loro esistenza solo attraverso le scritte affisse sui cartelloni, posti all’ingresso dei vari cantieri di restauro dei monumenti o abitazioni storiche. L’importanza di questi uffici è rilevante se consideriamo che ad essi si debbano rivolgere architetti, geometri, privati cittadini, per ottenere permessi e nullaosta (ricordiamo, che per ogni nuova costruzione o opera che comporti lavori di scavo, è necessario il benestare delle Soprintendenze competenti). Un altro aspetto fondamentale è il notevolissimo valore del patrimonio monumentale e storico della nostra città, il quale necessita attenzione e monitoraggio per la tutela e la salvaguardia. Nei primissimi anni, esisteva a Prato un Ufficio, presso la sede della Provincia, dove settimanalmente era reperibile un funzionario della Soprintendenza, ma, inspiegabilmente pochissimo tempo dopo fu eliminato. Capiamo benissimo le difficoltà che sta attraversando il settore pubblico, ma in città, c’e’ bisogno della presenza della Soprintendenza, i cittadini devono percepire l’importanza di questo Ente, con il quale possono dialogare e informarsi sul prezioso lavoro che ogni giorno svolgono, archeologi e funzionari . Dopo la scoperta della città etrusca di Gonfienti, i restauri del Lippi, quelli del palazzo Banci -Buonamici e la prossima compilazione della Carta del rischio Archeologico della provincia, Prato e i pratesi si devono riscoprire, anche attraverso un semplice Ufficio. Pertanto, questo Comitato, chiede che sia riattivato il servizio, e un funzionario, presente almeno due o tre volte la settimana.
 
 
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Comitato Provinciale Area Pratese

9 Dicembre 2008
Considerazioni  sul rilevamento ISTAT per la popolazione

 

Per quale motivo ci siamo presi la briga di rilevare dal sito Ufficale Istat
i dati delle prime 30 città italiane, al 31/12/2007, per quanto riguarda la
consistenza demografica? Per far immediatamente percepire al lettore il
posto che occupa la città di Prato in tale classifica. Siamo certi che molti
si meraviglieranno di tale posizione  soprattutto vedendo quali città sono
più picccole della nostra , fra le prime trenta, e ancor di più constatando
che in tale classifica non figurano città quali : Ancona,
Como,Pescara,Vicenza Bergamo AquilaTreviso e così via . Sono nettamente più
piccole della nostra città. Alla luce di quanto sopra non riusciamo a
comprendere perchè quando si parla di "tagli" la nostra città viene sempre
messa in prima fila.Si tagliano le Province! Bene quale è la prima che viene
citata :Prato .A questo proposito ribadiamo il nostro pensiero Se l'Ente
Provincia è inutile lo è in tutta Italia e non solo a Prato. O si aboliscono
tutte le Province oppure in caso diverso Prato deve avere la sua Provincia
senza se e senza ma! Si razionalizzano gli Uffici decentrati dello Stato  
ebbene anche in questo caso gli Uffici della nostra città sono sempre i
primi ad essere messi in discussione, casi recenti .Prato rischiava di non
avere  un Dirigente all'Ufficio scolastico Provinciale ( con tutti i
problemi che ha lanostra Provincia per la crescita tumultuosa della
popolazione scolastica), la Direzione Provinciale servizi vari ( ex DPT ) e
la ragioneria Provinciale dello Stato che si trovano in Viale Montegrappa
sono sempre in bilico, l'Ufficio INPDAP che cura le pensioni dei dipendenti
degli Enti pubblici ha sempre vita travagliata nonostante il duro impegno
dei dipendenti. Attualmente manca un Direttore proprio di Prato e vi è un
reggente. E così potremmo continuare non potendo però non ribadire la beffa
subita con la Banca d'Italia che fu tolta nel 1963 perchè Prato non era
Provincia ed adesso che siamo Provincia non viene riattivata per un
cambiamento dello Statuto. Non sei Provincia ti penalizzano, sei Provincia,
dopo una lotta che non ha eguali in Italia, ti penalizzano lo stesso.
E' ora di finirla !Prato ha tutte le carte in regola per godere degli stessi
servizi ed Uffici di tutte le altre città. E non chiede la luna ma ciò che
le spetta per importanza economica culturale e demografica.Gli Uffici e gli
Enti  devono fare riferimento  ai residenti, ai quali in primis servono,  e
non solo al territorio quando ,    pur grande ,ha poschi o scarsi residenti.
Non Possiamno rimanere all'infinito una città costantemente in bilico con la
paura di perdere ciò che abbiamo conquistato e ciò che ci meritiamo.

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                                                           Comitato Provinciale Area Pratese






30 Dicembre 2008
 Ripristiniamo il Premio Letterario Prato


Il dossier redatto dal Sole 24 Ore, ci relega inesorabilmente all’ultimo

posto nella voce “Acquisti in libreria”. Un triste primato che conferma il
difficile momento, non solo economico, che attraversa la città. Da queste
pagine, il nostro Comitato rivolge un accorato appello affinché riprendano
in città le antiche tradizioni letterarie, di cui la storia ben testimonia.
In questi momenti, dove tutto sembra andare per il verso sbagliato,
ricordare ci può essere utile per superare l’empasse. La storia cittadina ci
racconta di episodi e personaggi il cui carattere va ben oltre i luoghi
comuni.  E’ bene ricordare come Carlo Paoletti più volte affermava: “ Che
l’industria, è figlia, e non madre di Prato”. In questa dimensione ai più
sconosciuta, s’inserisce il Premio Letterario Prato che per quasi 50 anni ha
raccolto numerosi lavori letterari di valore, coinvolgendo personaggi di
spicco del mondo culturale. La pubblicazione de”I trent’anni del Premio
Letterario Prato” (edito dal Comune nel 1979), con testo a cura di Armando
Meoni, personaggio pratese di spicco anche in campo nazionale, ben
rappresenta lo spirito con cui fu costituito il Premio Prato. Abbiamo
cercato di fare un breve riassunto dell’attività’ del Premio Prato dal 1944,
sino agli anni 80’, per raccontare di quanto sia di casa la cultura
letteraria a Prato e per stimolarne la promozione. Nella sua introduzione,
Meoni ci dice: “era logico che in quel processo di ricostruzione e di
sviluppo apparisse necessario verificare a che punto fosse il cammino
culturale.” E poi: “….accertarsi se nell’attività’ industriale e non meno in
quella politica s’inserissero fatti di cultura che si accompagnassero per
condurre a quelle aperture che di una città di provincia, stretta dalle mura
medievali e per vent’anni impastoiata nelle limitazioni fasciste, avviassero
a fare una città di attendibilità anche culturale.”Nel 1944, l’ENAL (Ente
Nazionale Lavoratori) costituiva un Comitato, dove si ritrovarono
intellettuali, lavoratori, giornalisti insegnanti, scrittori. L’appartenenza
politica era varia.  A finanziare il Premio c’era Romeo Rouf, e altri
industriali tessili. Segretario Lemno Vannini, uno dei più attivi partigiani
della resistenza, che per oltre 25 anni si occuperà di promuovere e curare
il Premio. La giuria era composta con attenzione ai maggiori nomi d’allora
in campo letterario; unici pratesi, Armando Meoni e Lemno Vannini. In quella
giuria si potevano leggere nomi come ALBERTO MORAVIA, ed EUGENIO MONTALE.  
La prima premiazione avvenne l’11 settembre 1948 in Piazza Mercatale, di
fronte ad un folto pubblico. Il Meoni racconta: ” Il Premio Letterario Prato
era sorto, la città aveva favorevolmente risposto alla verifica culturale.”.
Nel 1951 l’A.N.P.I., Associazione nazionale partigiani, subentrò all’ENAL,
proponendo come tema la guerra di liberazione in Toscana. L’afflusso degli
elaborati raggiunse quote impreviste, così tante da mettere in difficoltà la
giuria nel leggere tutti i manoscritti. Alla fine dei lavori la stessa
espresse la speranza che tale Premio varcasse i confini della Toscana e
raggiungesse livelli nazionali. Nel 1959, si decide di occuparsi della
letteratura per ragazzi, tema a quei tempi molto trascurato. Fu chiamato in
giuria ITALO CALVINO, e fra i partecipanti, ricordiamo GIANNI RODARI. Negli
anni 60, SALVATORE QUASIMODO fresco del Premio Nobel (1959), accetta di far
parte della giuria del Premio Prato, e se ne occuperà per ben 7 anni. In
questa edizione ci si occupa di poesia, narrativa e saggistica con la
partecipazione di nomi dal calibro di LEONARDO SCIASCIA.  Nelle edizioni
successive, possiamo trovare autori che hanno fatto la storia della
letteratura italiana, come PIER PAOLO PASOLINI, ALBERTO BEVILACQUA e
moltissimi altri. Nel 1967, la giuria decide di dividere il primato tra due
racconti, ma ne sceglie anche un terzo, ed è Lettera a una professoressa, di
Don Lorenzo Milani, opera che procurò molti guai al prete di Barbiana e al
suo editore.  Sempre in quest’anno entra in giuria GIORGIO BOCCA. Negli anni
70, vediamo la presenza come autori di NORBERTO BOBBIO, NICOLA CHIAROMONTE,
GIACOMO DEBENEDETTI, GIOVANNI GRAZZINI e molti altri ancora. Nel 75 sono
premiate opere di PRIMO LEVI. Gradualmente, il Premio cambia, si adatta
molto bene alle tematiche moderne, toccando argomenti che poi in futuro, noi
contemporanei, ne avvertiamo molto bene le conseguenze. Cito ad esempio il
rapporto tra uomo e la forte industrializzazione, le tematiche d’impatto
ambientale, la comunità Europea (tanto che negli ultimi anni il Premio si
chiamo PRATO EUROPA) gli sconvolgimenti politici alla vigilia del crollo del
muro di Berlino. Si cerca dunque di affrontare temi comunque legati alle
trasformazioni della società. Nel 1991 l’ultima edizione. Abbiamo cercato
invano le motivazioni di questa morte di una delle più dinamiche e attive
istituzioni culturali, che Prato abbai mai avuto. Crediamo che ridare vita
al Premio Prato sia non solo un dovere morale nei riguardi della città, ma
anche un utilissimo mezzo per cercare di risollevarne lo spirito
intraprendente che da sempre ci distingue. Armando Meoni, chiude “I
Trent’anni del Premio Letterario Prato”:“….tradizioni che prescindono da
ogni gioco editoriale e di corrente per proporsi unicamente il
riconoscimento di libri validi per il lettore e non meno per il segno che
lasciano nella produzione letteraria.  Continua dicendo:”…. hanno figurato e
figurano i più bei nomi della poesia e della narrativa, della critica
letteraria e della critica storica come di quella sociale, della filologia e
dell’erudizione, come del giornalismo e dell’insegnamento universitario”.
Ripristiniamo il Premio Prato.

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Comitato Provinciale Area Pratese