L'assorbimento di Prato nella CITTA' Metropolitana segnerebbe, di fatto, il
suo "suicidio" amministrativo,culturale , identitario ed anche economico
poichè una volta fatto breccia nell'autonomia pratese con la eliminazione
dello "scudo Provincia" anche tutti gli altri Uffici potrebbero
scomparire .Vi sembra tanto impossibile la creazione di una Camera di
Commercio metropolitana , che certamente non avrebbe come prioritari gli
interessi del Distretto tessile,? Di un Prefettura metropolitana ? Di una
Questura metropolitana? Di Una Catasto metropolitano?
I cittadini
pratesi dovrebbero tornare , così,a sobbarcarsi la trasferta
che costa
tempo e denaro.Prato vuole collaborare non scomparire.Teniamoci
cara la
nostra Provincia!
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Comitato Provinciale Area Pratese

16 Agosto 2008
Provveditorato allo studio
No alla reggenza
No alla reggenza del Provveditorato agli Studi di Prato!La scuola di Prato ha
necessità di un proprio dirigente scolastico sempre presente sul
teritorio!No
al governo della scuola della Provincia di Prato per conto
terzi. E' veramente
incredibile che soltanto si pensi di penalizzare un
territorio con un aumento
vertiginoso della popolazione sclastica come la
nostra provincia.
Prato è infatti una delle poche provincie, se non la
unica, che vede
costantemente crescere i suoi studenti e sembra davvero
impensabile che si
possa privare tale realtà di un proprio Provveditore agli
studi. Bene hanno
fatto a protestare subito i nostri amministatrori e noi
invitiamo anche le
rappresentanze della scuola ,Presidi profesori non
docenti e sudenti ad
unirsi alla protesta.Prima di prendere siffatte
decisioni sarebbe opportuno
conoscere la realtà interessata .Prato non può
continuare ad essere sempre e
comunque considerata la cenerentola.
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Comitato Provinciale Area Pratese

8 Settembre 2008
Alcuni effetti della Provincia
La Provincia di Prato è stata inserita dal Ministro Brunetta nella lista dei
100 Enti più virtuosi ed efficienti d'Italia, l'Agenzia di rating Standard
&Poor ha certificato la situazione economico -finanziaria della nostra
Provincia con l'attribuzione della qualifica A+,la Provincia di Prato ha
resturato e "restituito" alla città Palazzo Vestri, ex sede Stella d'Italia,
dopo aver già riqualificato Palazzo Novellucci, Palazzo Banci Buonamici, con
annesso giardino pensile, ed in attesa della sistemzaione di Palazzo Gori.
Questi sono soltanto alcuni esempi dai quali appare, senza alcun dubbio,
l'utilità della Provincia per Prato e gli altri Comuni e l'efficienza della
amministrazione che non "pesa" sui cittadini e restituisce ad essi i
tributi che percepisce , alla minima aliquota, sotto forma di servizi e cura
del territorio di tutti i comuni e della città di Prato. Difendiamo un Ente
che ben funziona e che si è dimostrato vicino alle esigenze della nostra
realtà.
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Comitato Provinciale Area Pratese

17 Ottobre 2008
Il ministro Maroni:" Le provincie non si toccano"
Nei giorni 13 14 15 Ottobre si è svolta a Torino la Assemblea Generale
delle Province Italiane per dibattere su svariati problemi di attualità
inerenti l'Ente Provincia.A tale assise è intervenuto, tra gli altri, anche
il Ministro dell'Interno On. Roberto Maroni che ha affermato: "le Province
non non si aboliscono e non si aboliranno ". L'intervento del Ministro
Maroni è stato così commentato dal Dott. Fabio Melilli Presidente dell'
UNione Province Italiane :"Il Ministro Maroni ha con nettezza ribadito
che il Paese sia organizzato in Comuni Province e Regioni, mettendo la
parola fine al dibattito sulle Province, ribadendo come i livelli di
governo del nostro Paese debbano restare quelli previsti dalla Costituzione"
Anche il Sottosegretario all'interno Michelino Davico è intervenuto
affermando tra l'altro che l'obiettivo è "un sistema dove i Comuni
facciano i Comuni, senza deleghe o confusione di ruoli , le Province
facciano le Province".Il Sottosegretario ha anche dichiarato cfhe le
amministrazioni Provinciali dovranno rappresentare "IDENTITA' DI TERRITORIO,
coordinamneto di servizi e prestazioni di servizi di area vasta", in tal
modo si dovranno far carico della gestione di alcuni settori chiave come
rifiuti,servizi idrici, trasporto locale ed energia.
Questo Comitato
ritiene utile informare su queste risultanze, che sono
soltanto alcune,
emerse all'Assemblea delle Province Italiane in un momento
in cui il
dibattito su questo Ente è stato molto vivace, per ribadire
nuovamente la
propria opinione,dato che a quanto inequivocabilmente appare,
sembra che
l'Ente amministrativo Provincia continuerà ad esistere nella
nostra
Costituzione come livello di governo da essa previsto.
Se Le Province sono
inutili sono inutili in tutta Italia e quindi o si
aboliscono tutte o
nessuna! Per concludere :
Finchè esisteranno le Province , Prato deve avere
la sua senza e senza ma.
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Comitato Provinciale Area Pratese

14 Novembre 2008
Appello ai prossimi politici
Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni amministrative, il
nostro Comitato
vuol rivolgere ai futuri candidati una serie di considerazioni
sull’importanza dell’ente provincia per Prato e per gli altri comuni del suo
territorio. La città sta attraversando una profonda crisi socio-economica, e
mai come in questo periodo storico, occorre valorizzare e tenersi ben saldi
tutti gli strumenti a nostra disposizione per risolvere l’empasse. Ci preme
ricordare, che Prato in passato ha sofferto di numerosi problemi a causa
della non autonomia decisionale e amministrativa, tra questi rammentiamo lo
scarso peso della nostra città in tutti i livelli istituzionali, da quello
statale, regionale e in quello provinciale, dalla cecità delle istituzioni
che dovevano curare in ogni modo una delle città più produttive d’Italia e
non lo fecero. In virtù di queste problematiche, i pratesi vollero a tutti i
costi, uno strumento per gestire al meglio il proprio territorio e le
proprie risorse: l’ente provincia era l’unica soluzione possibile. Non ci
sembra azzardato considerare la nostra provincia come una delle poche, se
non l’unica in Italia, a essere voluta dalla gente, dai pratesi. La
provincia ha fatto si che Prato e i comuni del suo distretto, uscissero dal
cono d'ombra durato per oltre 650 anni. Perciò considereremmo una vera e
propria sciagura per il nostro territorio, confondersi in altri assetti
istituzionali che non riconoscano, rispettino, la nostra autonomia, cultura,
economia; ricordiamoci che Prato si è sviluppata nonostante un contesto che
soffocava la fortissima intraprendenza economica e culturale della città.
Una stretta collaborazione tra provincie confinanti va benissimo, ma
assecondare voglie, capricci, manie di grandezze altrui no, assolutamente
no. I prossimi Amministratori della città e della Provincia, prendano
ufficialmente l'impegno, sin dalla campagna elettorale, a salvaguardare
l'autonomia Provinciale, che ha portato solo vantaggi per i cittadini e il
territorio. Ci permettiamo di indicare alcuni settori d’intervento da noi
ritenuti fondamentali per la crescita e ripresa di Prato (al di là del
tessile, settore economico trainante di tutto il distretto) ovvero cultura,
comprendente le discipline musicali, teatrali e tutte le forme spontanee
provenienti dai cittadini, ulteriore sviluppo e promozione turistica dei
nostri tesori artistici (in particolar modo la città Etrusca sul Bisenzio,
visto l’emergenza archeologica e la straordinaria importanza storica di
rilievo internazionale) sport; risulta ormai da decenni un eccezionale
strumento di promozione. In ultimo, ma non per importanza, noi pratesi
dobbiamo maggiormente capire che la provincia è nata per noi, lavora per noi
e vive per noi. Essa rappresenta un formidabile strumento di valorizzazione
del territorio che ci sembra non sia ancora stato completamento compreso .
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Comitato Provinciale Area Pratese

29 Novembre 2008
Ripristinare l'Ufficio della Soprintendenza
Dall’istituzione della provincia di Prato, le varie Soprintendenze hanno assunto
la denominazione di Soprintendenza delle provincie di Firenze Prato e Pistoia”.
Ne esistono di tre tipi, e sono: ai beni archeologici, architettonici e del
patrimonio storico artistico ed etnoantropologico. Si occupano di tre diversi
ambiti della tutela dei beni storici e sono direttamente dipendenti dal
Ministero dei Beni e Attività Culturali (MIBAC). Tali istituzioni a Prato, non
hanno neppure un proprio ufficio e sappiamo della loro esistenza solo attraverso
le scritte affisse sui cartelloni, posti all’ingresso dei vari cantieri di
restauro dei monumenti o abitazioni storiche. L’importanza di questi uffici è
rilevante se consideriamo che ad essi si debbano rivolgere architetti, geometri,
privati cittadini, per ottenere permessi e nullaosta (ricordiamo, che per ogni
nuova costruzione o opera che comporti lavori di scavo, è necessario il
benestare delle Soprintendenze competenti). Un altro aspetto fondamentale è il
notevolissimo valore del patrimonio monumentale e storico della nostra città, il
quale necessita attenzione e monitoraggio per la tutela e la salvaguardia. Nei
primissimi anni, esisteva a Prato un Ufficio, presso la sede della Provincia,
dove settimanalmente era reperibile un funzionario della Soprintendenza, ma,
inspiegabilmente pochissimo tempo dopo fu eliminato. Capiamo benissimo le
difficoltà che sta attraversando il settore pubblico, ma in città, c’e’ bisogno
della presenza della Soprintendenza, i cittadini devono percepire l’importanza
di questo Ente, con il quale possono dialogare e informarsi sul prezioso lavoro
che ogni giorno svolgono, archeologi e funzionari . Dopo la scoperta della città
etrusca di Gonfienti, i restauri del Lippi, quelli del palazzo Banci -Buonamici
e la prossima compilazione della Carta del rischio Archeologico della provincia,
Prato e i pratesi si devono riscoprire, anche attraverso un semplice Ufficio.
Pertanto, questo Comitato, chiede che sia riattivato il servizio, e un
funzionario, presente almeno due o tre volte la settimana.
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Comitato Provinciale Area Pratese 
9 Dicembre 2008
Considerazioni sul rilevamento ISTAT per la popolazione
Per quale motivo ci siamo
presi la briga di rilevare dal sito Ufficale Istat i dati delle prime 30
città italiane, al 31/12/2007, per quanto riguarda la consistenza
demografica? Per far immediatamente percepire al lettore il posto che occupa
la città di Prato in tale classifica. Siamo certi che molti si
meraviglieranno di tale posizione soprattutto vedendo quali città sono più
picccole della nostra , fra le prime trenta, e ancor di più constatando che
in tale classifica non figurano città quali : Ancona, Como,Pescara,Vicenza
Bergamo AquilaTreviso e così via . Sono nettamente più piccole della nostra
città. Alla luce di quanto sopra non riusciamo a comprendere perchè quando
si parla di "tagli" la nostra città viene sempre messa in prima fila.Si
tagliano le Province! Bene quale è la prima che viene citata :Prato .A
questo proposito ribadiamo il nostro pensiero Se l'Ente Provincia è inutile
lo è in tutta Italia e non solo a Prato. O si aboliscono tutte le Province
oppure in caso diverso Prato deve avere la sua Provincia senza se e senza
ma! Si razionalizzano gli Uffici decentrati dello Stato ebbene anche in
questo caso gli Uffici della nostra città sono sempre i primi ad essere
messi in discussione, casi recenti .Prato rischiava di non avere un
Dirigente all'Ufficio scolastico Provinciale ( con tutti i problemi che ha
lanostra Provincia per la crescita tumultuosa della popolazione scolastica),
la Direzione Provinciale servizi vari ( ex DPT ) e la ragioneria Provinciale
dello Stato che si trovano in Viale Montegrappa sono sempre in bilico,
l'Ufficio INPDAP che cura le pensioni dei dipendenti degli Enti pubblici ha
sempre vita travagliata nonostante il duro impegno dei dipendenti.
Attualmente manca un Direttore proprio di Prato e vi è un reggente. E così
potremmo continuare non potendo però non ribadire la beffa subita con la
Banca d'Italia che fu tolta nel 1963 perchè Prato non era Provincia ed
adesso che siamo Provincia non viene riattivata per un cambiamento dello
Statuto. Non sei Provincia ti penalizzano, sei Provincia, dopo una lotta che
non ha eguali in Italia, ti penalizzano lo stesso. E' ora di finirla !Prato
ha tutte le carte in regola per godere degli stessi servizi ed Uffici di
tutte le altre città. E non chiede la luna ma ciò che le spetta per
importanza economica culturale e demografica.Gli Uffici e gli Enti devono
fare riferimento ai residenti, ai quali in primis servono, e non solo al
territorio quando , pur grande ,ha poschi o scarsi residenti. Non
Possiamno rimanere all'infinito una città costantemente in bilico con la
paura di perdere ciò che abbiamo conquistato e ciò che ci meritiamo.
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Comitato Provinciale Area Pratese

30 Dicembre 2008
Ripristiniamo il Premio Letterario Prato
Il dossier redatto dal Sole 24 Ore, ci relega inesorabilmente all’ultimo
posto nella voce “Acquisti in libreria”. Un triste primato che conferma il
difficile momento, non solo economico, che attraversa la città. Da queste
pagine, il nostro Comitato rivolge un accorato appello affinché riprendano
in città le antiche tradizioni letterarie, di cui la storia ben testimonia.
In questi momenti, dove tutto sembra andare per il verso sbagliato,
ricordare ci può essere utile per superare l’empasse. La storia cittadina ci
racconta di episodi e personaggi il cui carattere va ben oltre i luoghi
comuni. E’ bene ricordare come Carlo Paoletti più volte affermava: “ Che
l’industria, è figlia, e non madre di Prato”. In questa dimensione ai più
sconosciuta, s’inserisce il Premio Letterario Prato che per quasi 50 anni ha
raccolto numerosi lavori letterari di valore, coinvolgendo personaggi di
spicco del mondo culturale. La pubblicazione de”I trent’anni del Premio
Letterario Prato” (edito dal Comune nel 1979), con testo a cura di Armando
Meoni, personaggio pratese di spicco anche in campo nazionale, ben
rappresenta lo spirito con cui fu costituito il Premio Prato. Abbiamo
cercato di fare un breve riassunto dell’attività’ del Premio Prato dal 1944,
sino agli anni 80’, per raccontare di quanto sia di casa la cultura
letteraria a Prato e per stimolarne la promozione. Nella sua introduzione,
Meoni ci dice: “era logico che in quel processo di ricostruzione e di
sviluppo apparisse necessario verificare a che punto fosse il cammino
culturale.” E poi: “….accertarsi se nell’attività’ industriale e non meno in
quella politica s’inserissero fatti di cultura che si accompagnassero per
condurre a quelle aperture che di una città di provincia, stretta dalle mura
medievali e per vent’anni impastoiata nelle limitazioni fasciste, avviassero
a fare una città di attendibilità anche culturale.”Nel 1944, l’ENAL (Ente
Nazionale Lavoratori) costituiva un Comitato, dove si ritrovarono
intellettuali, lavoratori, giornalisti insegnanti, scrittori. L’appartenenza
politica era varia. A finanziare il Premio c’era Romeo Rouf, e altri
industriali tessili. Segretario Lemno Vannini, uno dei più attivi partigiani
della resistenza, che per oltre 25 anni si occuperà di promuovere e curare
il Premio. La giuria era composta con attenzione ai maggiori nomi d’allora
in campo letterario; unici pratesi, Armando Meoni e Lemno Vannini. In quella
giuria si potevano leggere nomi come ALBERTO MORAVIA, ed EUGENIO MONTALE.
La prima premiazione avvenne l’11 settembre 1948 in Piazza Mercatale, di
fronte ad un folto pubblico. Il Meoni racconta: ” Il Premio Letterario Prato
era sorto, la città aveva favorevolmente risposto alla verifica culturale.”.
Nel 1951 l’A.N.P.I., Associazione nazionale partigiani, subentrò all’ENAL,
proponendo come tema la guerra di liberazione in Toscana. L’afflusso degli
elaborati raggiunse quote impreviste, così tante da mettere in difficoltà la
giuria nel leggere tutti i manoscritti. Alla fine dei lavori la stessa
espresse la speranza che tale Premio varcasse i confini della Toscana e
raggiungesse livelli nazionali. Nel 1959, si decide di occuparsi della
letteratura per ragazzi, tema a quei tempi molto trascurato. Fu chiamato in
giuria ITALO CALVINO, e fra i partecipanti, ricordiamo GIANNI RODARI. Negli
anni 60, SALVATORE QUASIMODO fresco del Premio Nobel (1959), accetta di far
parte della giuria del Premio Prato, e se ne occuperà per ben 7 anni. In
questa edizione ci si occupa di poesia, narrativa e saggistica con la
partecipazione di nomi dal calibro di LEONARDO SCIASCIA. Nelle edizioni
successive, possiamo trovare autori che hanno fatto la storia della
letteratura italiana, come PIER PAOLO PASOLINI, ALBERTO BEVILACQUA e
moltissimi altri. Nel 1967, la giuria decide di dividere il primato tra due
racconti, ma ne sceglie anche un terzo, ed è Lettera a una professoressa, di
Don Lorenzo Milani, opera che procurò molti guai al prete di Barbiana e al
suo editore. Sempre in quest’anno entra in giuria GIORGIO BOCCA. Negli anni
70, vediamo la presenza come autori di NORBERTO BOBBIO, NICOLA CHIAROMONTE,
GIACOMO DEBENEDETTI, GIOVANNI GRAZZINI e molti altri ancora. Nel 75 sono
premiate opere di PRIMO LEVI. Gradualmente, il Premio cambia, si adatta
molto bene alle tematiche moderne, toccando argomenti che poi in futuro, noi
contemporanei, ne avvertiamo molto bene le conseguenze. Cito ad esempio il
rapporto tra uomo e la forte industrializzazione, le tematiche d’impatto
ambientale, la comunità Europea (tanto che negli ultimi anni il Premio si
chiamo PRATO EUROPA) gli sconvolgimenti politici alla vigilia del crollo del
muro di Berlino. Si cerca dunque di affrontare temi comunque legati alle
trasformazioni della società. Nel 1991 l’ultima edizione. Abbiamo cercato
invano le motivazioni di questa morte di una delle più dinamiche e attive
istituzioni culturali, che Prato abbai mai avuto. Crediamo che ridare vita
al Premio Prato sia non solo un dovere morale nei riguardi della città, ma
anche un utilissimo mezzo per cercare di risollevarne lo spirito
intraprendente che da sempre ci distingue. Armando Meoni, chiude “I
Trent’anni del Premio Letterario Prato”:“….tradizioni che prescindono da
ogni gioco editoriale e di corrente per proporsi unicamente il
riconoscimento di libri validi per il lettore e non meno per il segno che
lasciano nella produzione letteraria. Continua dicendo:”…. hanno figurato e
figurano i più bei nomi della poesia e della narrativa, della critica
letteraria e della critica storica come di quella sociale, della filologia e
dell’erudizione, come del giornalismo e dell’insegnamento universitario”.
Ripristiniamo il Premio Prato.
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Comitato Provinciale Area Pratese