6 Giugno 2008
Cenni storici sulla Direttissima e sull'importanza di Prato nei collegamenti per ill nord Italia
> Il trasporto ferroviario a Prato, dal 16 Giugno subirà
l’ennesimo colpo duro. Non si riesce a
capire perché Prato Centrale, una stazione che movimenta 4.000.000 di
viaggiatori l’anno (fonte 100 Stazioni S.p.A.), sia penalizzata con la
soppressione di 14 convogli tra Intercity ed Eurocity a lunga percorrenza
diretti a Milano. I viaggiatori di Prato, ma anche di Lucca, Pescia,
Montecatini, Pistoia, Montale, Agliana, Calenzano, Campi Bisenzio dovranno
utilizzare Firenze, costringendoli a un assurdo regresso in direzione est, per
poi ripercorrere lo stesso tratto in direzione nord fino a Milano.
> Prato èun nodo strategico per i trasporti regionali
e nazionali, perché è allo sbocco della valle più accessibile dell’Appennino
Tosco-Emiliano. Questa virtù non fu presa in considerazione nel 1852 quando
iniziarono i lavori della Porrettana, ferrovia tortuosa e con pendenze troppo
elevate per un traffico intenso. Inutili furono le fatiche del pratese Giovanni
Ciardi, che già qualche anno prima, eseguì numerosi rilievi geografici e
geologici in Val di Bisenzio e nelle valli del versante Bolognese, per
dimostrare la convenienza di una linea ferroviaria che passando da Prato
raggiungesse Bologna.Dagli studi del Ciardi, emerse chiaramente un dato che è
alla base di una buona linea ferroviaria: le pendenze moderate e la bassa quota
di valico (Montepiano). Dopo lunghi periodi di consultazione e mediazioni con le
parti in causa, si decise per Pistoia e le valli del Reno, dando inizio alla
costruzione della Porrettana. La nuova linea palesò subito tutti i suoi limiti
nello smaltire il sempre più crescente traffico ferroviario. A nulla valsero le
aperture delle tortuose e ripide Pontremolese, che collega Parma con La Spezia
attraverso la Lunigiana e della Faentina da Firenze a Faenza. Finalmente nel
1908, si riprese in considerazione un progetto di Jean Luis Protche, che sulla
base degli studi del Ciardi ideò una ferroviaria attraverso la Val Bisenzio e la
Val di Setta. Nel progetto iniziale, il Protche ampliava la linea Direttissima
da Prato a Empoli attraverso il Montalbano, così da ridurre ancor di più la
distanza tra Bologna e il porto di Livorno, ma l’idea fu inspiegabilmente messa
da parte. Prato, dunque capolinea e
snodo strategico d’Italia per il traffico viaggiatori e merci. Nell’Aprile del 1934, s’inaugurava la
Direttissima degli Appennini Prato – Bologna di 30 Km più corta della Porrettana
e con un tempo di percorrenza dimezzato per il tragitto tra Firenze e Bologna.
Al capolinea della tratta Appenninica si costruì la nuova stazione di Prato
(l’attuale Prato Centrale), con i più moderni criteri di allora in materia
ferroviaria: grandi magazzini merci e un ampio e funzionale edificio destinato
ad accogliere i viaggiatori.
> A Prato rimarranno solo 4 Eurostar, del tutto
insufficienti per soddisfare un bacino d’utenza di almeno 600.000 abitanti. Lo
scenario che si presenterà dal 16 Giugno a del grottesco se confrontato con
altre provincie. A Rovigo per esempio, che conta 52.000 abitanti, fermano ben 9
Eurostar, mentre a Prato, come detto, solo 4. Stessa situazione si presenta a
Foggia con 153.000 abitanti e addirittura 11 tra Eurostar ed Eurostarcity. E’
evidente la disparità di trattamento e urge al più presto un nuovo potenziamento
dei servizi viaggiatori. Se così non fosse, Prato rimarrebbe ancora più isolata
con il resto d’Italia.
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Comitato Provinciale Area
Pratese

27 Guigno 2008
Richieste di Eurostar a Prato Centrale
Visto che
oramai i tagli dei treni Intercity per Prato Centrale è cosa fatta, abbiamo
proposto a Fs alcune fermate aggiuntive di materiale Eurostar .
Questi treni,almeno fino all’apertura dell’alta velocità del Mugello,
garantirebbero più collegamenti diretti con il nord’Italia e con Roma. In tutto
si tratterebbe di 13 convogli diretti a Roma, Bologna, Venezia, Udine,
Milano, Verona, Padova, Bergamo più tutte le fermate intermedie. Le fasce
orarie interessate andrebbero dalle 8.44 alle 18.34 per Venezia, Milano, Udine
e Bergamo e dalle 9.07 alle 22.30 per il tragitto inverso in direzione
Roma. Abbiamo fatto presente a Fs, che questa richiesta non
riguarderebbe solo la città di Prato, ma anche la provincia di Pistoia e Lucca
e i comuni di Campi Bisenzio e Calenzano, stimando un bacino d'utenza di
circa 600.000 abitanti. Prato Centrale, nonostante i tagli ricevuti, rimane un
nodo strategico per le ferrovie per via della sua centralità nella piana
Fi-Po-Pt, almeno fino a quando non entrerà in servizio l’alta velocita’, questo
è un dato di fatto incontestabile.
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Comitato Provinciale Area Pratese

27 Dicembre 2008
Nuovo taglio dei treni
Continua l’emorragia dei treni per Prato. Dal Gennaio 2008 a Dicembre 2008
dei 40 convogli diretti, da e per Roma e Milano, sono sopravissuti solo in
21. In tutti i casi si tratta di soppressione, ma per l’Intercity 706
Miramare, Roma – Trieste, si è eliminata la fermata di Prato Centrale. Si
poteva benissimo fare a meno di Firenze Rifredi, poiché dal capoluogo sono
in partenza quotidianamente centinaia di treni per il nord. Come tradizione
di questo Comitato, non entriamo nelle motivazioni che hanno portato a tali
e gravi tagli, ma prendiamo atto di una situazione sempre più difficile.
Sarà per la crisi economica che sta investendo un po’ tutto il settore
pubblico, sarà per motivi di Alta Velocità, fatto sta che Prato, in una
maniera o l’altra, ci rimette sempre. Se nel 1934, alla vigilia
dell’inaugurazione della Direttissima Bologna – Prato, i pratesi, avessero
saputo che essere lungo la linea ferroviaria più importante d’Italia non gli
avrebbe cambiato quasi niente, si sarebbero risparmiati anni e anni di
lotte. Alla luce di quanto fatto e per le prospettive del futuro, comincia a
formarsi in noi l’idea, che in fondo per Prato essere in posizione
strategica, sia più un problema che una fortuna. A questo punto, ci pare
lecito domandare : che ne sarà delle ferrovie a Prato, con l’imminente
entrata in funzione dell’Alta Velocità Firenze - Bologna? A Prato che cosa
rimane? E’ da escludere a priori l’idea avuta fino ad ora della vicinanza
con il capoluogo che può benissimo supplire alla mancanza; lo sappiamo tutti
di quanto sia scomoda tale soluzione. Sarebbe opportuno altresì considerare
che dalla nostra città possano partire alcuni convogli diretti per il nord
quanto per il sud. Così facendo si renderebbe un ottimo servizio non solo
alla città, ma anche al suo grande bacino d’utenza
Comitato
Provinciale Area Pratese
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Il Vicepresidente Alberto Bonaiuti