30 dicembre 2008

Ripristiniamo il Premio Letterario Prato

Il dossier redatto dal Sole 24 Ore, ci relega inesorabilmente all’ultimo
posto nella voce “Acquisti in libreria”. Un triste primato che conferma il
difficile momento, non solo economico, che attraversa la città. Da queste
pagine, il nostro Comitato rivolge un accorato appello affinché riprendano
in città le antiche tradizioni letterarie, di cui la storia ben testimonia.
In questi momenti, dove tutto sembra andare per il verso sbagliato,
ricordare ci può essere utile per superare l’empasse. La storia cittadina ci
racconta di episodi e personaggi il cui carattere va ben oltre i luoghi
comuni.  E’ bene ricordare come Carlo Paoletti più volte affermava: “ Che
l’industria, è figlia, e non madre di Prato”. In questa dimensione ai più
sconosciuta, s’inserisce il Premio Letterario Prato che per quasi 50 anni ha
raccolto numerosi lavori letterari di valore, coinvolgendo personaggi di
spicco del mondo culturale. La pubblicazione de”I trent’anni del Premio
Letterario Prato” (edito dal Comune nel 1979), con testo a cura di Armando
Meoni, personaggio pratese di spicco anche in campo nazionale, ben
rappresenta lo spirito con cui fu costituito il Premio Prato. Abbiamo
cercato di fare un breve riassunto dell’attività’ del Premio Prato dal 1944,
sino agli anni 80’, per raccontare di quanto sia di casa la cultura
letteraria a Prato e per stimolarne la promozione. Nella sua introduzione,
Meoni ci dice: “era logico che in quel processo di ricostruzione e di
sviluppo apparisse necessario verificare a che punto fosse il cammino
culturale.” E poi: “….accertarsi se nell’attività’ industriale e non meno in
quella politica s’inserissero fatti di cultura che si accompagnassero per
condurre a quelle aperture che di una città di provincia, stretta dalle mura
medievali e per vent’anni impastoiata nelle limitazioni fasciste, avviassero
a fare una città di attendibilità anche culturale.”Nel 1944, l’ENAL (Ente
Nazionale Lavoratori) costituiva un Comitato, dove si ritrovarono
intellettuali, lavoratori, giornalisti insegnanti, scrittori. L’appartenenza
politica era varia.  A finanziare il Premio c’era Romeo Rouf, e altri
industriali tessili. Segretario Lemno Vannini, uno dei più attivi partigiani
della resistenza, che per oltre 25 anni si occuperà di promuovere e curare
il Premio. La giuria era composta con attenzione ai maggiori nomi d’allora
in campo letterario; unici pratesi, Armando Meoni e Lemno Vannini. In quella
giuria si potevano leggere nomi come ALBERTO MORAVIA, ed EUGENIO MONTALE.  
La prima premiazione avvenne l’11 settembre 1948 in Piazza Mercatale, di
fronte ad un folto pubblico. Il Meoni racconta: ” Il Premio Letterario Prato
era sorto, la città aveva favorevolmente risposto alla verifica culturale.”.
Nel 1951 l’A.N.P.I., Associazione nazionale partigiani, subentrò all’ENAL,
proponendo come tema la guerra di liberazione in Toscana. L’afflusso degli
elaborati raggiunse quote impreviste, così tante da mettere in difficoltà la
giuria nel leggere tutti i manoscritti. Alla fine dei lavori la stessa
espresse la speranza che tale Premio varcasse i confini della Toscana e
raggiungesse livelli nazionali. Nel 1959, si decide di occuparsi della
letteratura per ragazzi, tema a quei tempi molto trascurato. Fu chiamato in
giuria ITALO CALVINO, e fra i partecipanti, ricordiamo GIANNI RODARI. Negli
anni 60, SALVATORE QUASIMODO fresco del Premio Nobel (1959), accetta di far
parte della giuria del Premio Prato, e se ne occuperà per ben 7 anni. In
questa edizione ci si occupa di poesia, narrativa e saggistica con la
partecipazione di nomi dal calibro di LEONARDO SCIASCIA.  Nelle edizioni
successive, possiamo trovare autori che hanno fatto la storia della
letteratura italiana, come PIER PAOLO PASOLINI, ALBERTO BEVILACQUA e
moltissimi altri. Nel 1967, la giuria decide di dividere il primato tra due
racconti, ma ne sceglie anche un terzo, ed è Lettera a una professoressa, di
Don Lorenzo Milani, opera che procurò molti guai al prete di Barbiana e al
suo editore.  Sempre in quest’anno entra in giuria GIORGIO BOCCA. Negli anni
70, vediamo la presenza come autori di NORBERTO BOBBIO, NICOLA CHIAROMONTE,
GIACOMO DEBENEDETTI, GIOVANNI GRAZZINI e molti altri ancora. Nel 75 sono
premiate opere di PRIMO LEVI. Gradualmente, il Premio cambia, si adatta
molto bene alle tematiche moderne, toccando argomenti che poi in futuro, noi
contemporanei, ne avvertiamo molto bene le conseguenze. Cito ad esempio il
rapporto tra uomo e la forte industrializzazione, le tematiche d’impatto
ambientale, la comunità Europea (tanto che negli ultimi anni il Premio si
chiamo PRATO EUROPA) gli sconvolgimenti politici alla vigilia del crollo del
muro di Berlino. Si cerca dunque di affrontare temi comunque legati alle
trasformazioni della società. Nel 1991 l’ultima edizione. Abbiamo cercato
invano le motivazioni di questa morte di una delle più dinamiche e attive
istituzioni culturali, che Prato abbai mai avuto. Crediamo che ridare vita
al Premio Prato sia non solo un dovere morale nei riguardi della città, ma
anche un utilissimo mezzo per cercare di risollevarne lo spirito
intraprendente che da sempre ci distingue. Armando Meoni, chiude “I
Trent’anni del Premio Letterario Prato”:“….tradizioni che prescindono da
ogni gioco editoriale e di corrente per proporsi unicamente il
riconoscimento di libri validi per il lettore e non meno per il segno che
lasciano nella produzione letteraria.  Continua dicendo:”…. hanno figurato e
figurano i più bei nomi della poesia e della narrativa, della critica
letteraria e della critica storica come di quella sociale, della filologia e
dell’erudizione, come del giornalismo e dell’insegnamento universitario”.
                                                              Ripristiniamo il Premio Prato.

 
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Comitato Provinciale Area Pratese